Coraggio, fratelli e sorelle, e sempre fermi e forti nella fede.
La Santissima Vergine, nostra madre, con delicatissima tenerezza,
ci assiste, sostiene e conforta”

Fra Giovanni Maria Sanna

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La Storia della Scuola

25 anni di attività pedagogiche sono trascorsi velocemente e felicemente tra i sorrisi e le gioie di tanti bimbi. Oggi, molti sono genitori, professionisti, onesti lavoratori, cittadini modello. Di essi il ricordo è vivo, quasi lapidario, ma molto si è dimenticato e reso vano. Alcuni non sono più nel mondo dei vivi, e ci auguriamo nella felicità eterna, sotto la protezione di Dio e fra le schiere degli Angeli e dei Beati. Mi rendo conto che la memoria, per quantoferrea, non riesce a ricordare tutti e tutto, inoltre non è eterna quando è affidata a quella mortale degli uomini.



Il tempo fugace travolge e annienta con il tumultuoso snodarsi delle vicende. Perfortuna non tutto si distrugge! Per non dimenticare, per tramandare, per additare il bene ed il male, sono nate le memorie storiche: le volontarie e le involontarie; le mute e le scritte. Fonti necessarieper tutte le generazioni, capaci di legare ilpresente alpassato e proiettarle al futuro. Di qui, la Storia, maestra di vita,fatta dagli uomini e da questi stessi utilizzata come mezzo di civiltà e progresso.



Come per i grandi eventi, anche per la nostra Scuola Materna "Santa Cecilia", si è reso necessario e improcrastinabile raccogliere il primo venticinquennio di ricordipiccoli, ma esaltanti. Non ricordi di mera nostalgia e vana commemorazione, ma storia progressiva vivaio di uomini con le migliori gemme che producono virtù. Il mio orgoglio, delle consorelle Rita, Maristella, Pierina, Rosa, unitamente alle nostre collaboratrici, è quello di gioire nel vedere e sentire che la maggior parte dei nostri fanciulli si distinguono da grandi, fra i tanti, per serietà, moralità, cultura, professionalità.


Ciò vuol dire che l'opera svolta con le famiglie, è stata valida, efficace eprodiga di buoni risultati. Per questo bisogna continuare e insistere sulla strada intrapresa. Se alcuni o parecchi non sono motivo di vanto e soddisfazione, vuol dire che per essi non fu fatto tutto o il meglio. Verso ogni prevenzione è diretto il nostro impegno e ad ogni recupero sono indirizzati i nostri futuri sforzi. Il ricordo ci serve non solo per continuare ma, soprattutto, per migliorare alfine di dare alla società un buon numero di bambini, irrobustiti da principi e virtù che rendono saldo e sereno il vivere umano. Oggi che la civiltà consumistica è in crisi, si rende più necessario, più urgente , più incisiva l'azione educativa sin dai primi anni dell'infanzia. Tutte le istituzioni educative, pubbliche e private, si sforzano per formare buoni cittadini del domani. Però, quando mancano le strutture, i mezzi, lo spirito di sacrificio, l'amore verso il prossimo, ogni progetto pedagogico fallisce. Proprio allora, si creano le di affezioni, gli abbandoni, le devianze, che a catena fanno degenerare le società.